Non sai stabilire se un trekking di più giorni o un’escursione in giornata o un trekking/vacanza fa per te dal punto di vista dell’impegno o tecnico? Qui trovi un riepilogo che dovrebbe semplificare le cose.
Se nonostante questa tabella hai ancora qualche dubbio…
Ecco una tabella di riferimento delle difficoltà tecniche e dell’impegno fisico dei trekking ed escursioni che trovate in questo sito web. Come sempre in questi casi c’è un certa soggettività.
Il consiglio comunque è quello di non azzardare trekking superiori al proprio livello.
Valore
Definizione
Escursione in giornata
Trekking di più giorni
1/5
Facile
L’itinerario prevede dislivelli contenuti entro i 200-300 metri e la lunghezza dell’itinerario è fino a 6-7 km circa. Si tratta di passeggiate un po’ lunghe, talvolta in aree pianeggianti (es: aree costiere o collinari).
Tutte le tappe del percorso sono con classificabili come facili, con dislivelli contenuti e lunghezze abbordabili. Ritmi abbastanza lenti con pause divulgative.
2/5
Medio/facile
L’itinerario ha dislivelli abbastanza contenuti e compresi tra i 400 e i 600 metri; la lunghezza dell’itinerario è compresa tra i 6 e i 12 km rendendo l’impegno giornaliero in circa 3-4 ore di cammino.
Tutte le tappe del percorso sono con classificabili come medio-facili o facili. I ritmi sono lenti e lo spazio per la divulgazione sarà molto con pause possibili.
Non serve un allenamento vero e proprio ma magari anche non essere fermi da tempo.
3/5
Medio
L’itinerario è più complesso e lungo, tra i 12 e i 18 km, si svolge su sentiero con terreno anche sconnesso e con qualche salita/discesa impegnativa ma superabile. Il dislivello massimo rimane comunque al di sotto degli 800 metri circa e l’impegno giornaliero arriva a stare attorno alle 5 ore.
Tutte le tappe del percorso sono (occhio al gioco di parole…) mediamente medie, con dislivelli e lunghezze già più importanti. I ritmi sono abbastanza definiti ma non proprio serrati anche perché le pause non mancheranno per questioni divulgative naturalistiche.
4/5
Medio/impegnativo
L’itinerario diventa quello tipico del “millino”, la fatidica soglia del dislivello che lo rende mediamente impegnativo. Il trekking prevede un impegno che supera le 5 ore, è complesso sia per il dislivello (800-1200 metri) sia per la lunghezza che supera facilmente i 18-20 km. Non basta essere “freschi” atleticamente: occorre anche attitudine alla camminata in montagna acquisita nel tempo e capacità di affrontare salite o discese costanti come ad esempio quelle tipiche delle lunghe forcelle dolomitiche, per intenderci. Occorre altresì avere una certa tranquillità di fronte all’esposizione con assenza totale di vertigini.
Tutte le tappe del percorso sono con classificabili come medio-impegnative (o tutt’al più medie). I ritmi sono abbastanza serrati e la fatica è maggiorata da uno zaino per affrontare più giorni di camminata.
Occorre allenamento e una certa capacità di adattamento.
5/5
Impegnativo
È un itinerario che richiede capacità di superare dislivelli giornalieri maggiori di 1200 metri. Facile che si cammini per 7-8 ore o più. È richiesta attitudine, esperienza e allenamento. È necessario dunque sapersi muovere con confidenza anche nei terreni più insidiosi come ghiaioni, pendii ripidi o tratti scoscesi scivolosi; talvolta sono necessari brevi passaggi su roccia (ma naturalmente mai di tipo alpinistico). Occorre altresì avere una certa tranquillità di fronte all’esposizione con assenza totale di vertigini.
Tutte le tappe del percorso sono classificabili come impegnative ed è probabile vi sia sulle spalle uno zaino pesante. Ritmi piuttosto serrati, orari da mantenere, pause divulgative sporadiche o assenti.
Nel caso di trekking autogestito è da considerare montaggio tenda, uso di torcia frontale e fornello. Altri esempi: trekking notoriamente difficili in aree logisticamente più complicate o alte vie con tappe luuuunghe.
Naturalmente in questo caso occorre essere “sportivi” e allenati oltre ad avere forte motivazione e capacità di adattamento.
Valore
Definizione
Descrizione
1/5
Bassa
Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti e che non pongono incertezze su terreni particolari o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Il CAI indica questi itinerari come (T), Turistici.
2/5
Medio/bassa
Io do a questa tipologia di itinerari una difficoltà tecnica intermedia tra (T) ed (E), Turistico/Escursionistico, sebbene non esista un corrispettivo CAI.
Utilizzo questo grado nel senso che è possibile che all’interno di un itinerario a difficoltà tecnica bassa possa esserci un tratto di stampo più “escursionistico” che richieda un minimo di attitudine a superare un terreno più “atipico” sul quale si è meno abituati.
3/5
Media
Itinerari che si svolgono su terreni di ogni genere, oppure su evidenti tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate.
Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i tratti esposti sono in genere protetti o assicurati. Possono avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi né impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.).
Richiedono una certa esperienza e conoscenza dell’ambiente alpino. Costituiscono la grande maggioranza dei percorsi escursionistici sulle montagne italiane. Il CAI indica questi itinerari come (E), Escursionistici.
4/5
Medio/alta
Anche in questo caso do a questa tipologia di itinerari una difficoltà tecnica intermedia tra (E) ed (EE), Escursionistico/Escursionisti Esperti, sebbene non esista un corrispettivo CAI.
Utilizzo questo grado nel senso che è possibile che all’interno di un itinerario a difficoltà tecnica media possa esserci un tratto di stampo più per esperti che richieda esperienza e attitudine a superare un terreno ostico particolare come un singolo traccio roccioso con lievi difficoltà tecniche e sul quale si è meno abituati.
5/5
Alta
Si tratta di itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche. Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci. Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Il CAI indica questi itinerari come (EE), Escursionisti Esperti.
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